Caminante no hay camino… il cammino si fa camminando

Riflessioni lente, pensieri e musica  che mi accompagnano verso la Giornata delle Lentezza.

Pensieri dedicati ai miei amici viandanti ed ai meravigliosi anni trascorsi insieme : Gianni, Imma, Massimiliano, Massimo (la tua versione del Cantares è degna di un Serrat!), Silvia, Cinzia, Maria Teresa, e al nostro Maestro Nicola Cifarelli.

 

CANTARES

Viandante (Antonio Machado)

Viandante, sono le tue orme
la strada, nient’altro;
Viandante, non sei su una strada,
la strada la fai tu andando.
Mentre vai, si fa la strada
e girandoti indietro
vedrai il sentiero che mai
più calpesterai.
Viandante, non hai una strada,
ma solo scie nel mare.

Me gusta verlos pintarse
de sol y grana, volar
bajo el cielo azul, temblar
subitamente y quebrarse.

Nunca perseguí la gloria.

Caminante son tus huellas
el camino, y nada más;
caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.

Al andar se hace camino,
y al volver la vista atrás
se ve la senda que nunca
se ha de volver a pisar.

Caminante no hay camino
sino estelas en la mar.

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Una risposta a Caminante no hay camino… il cammino si fa camminando

  1. Pietrandrea ha detto:

    Come non pensare ai ‘camminatori delle bianche strade’ montaliani
    FLUSSI
    di Eugenio Montale

    I fanciulli con gli archetti
    spaventano gli scriccioli nei buchi.
    Cola il pigro sereno nel riale
    che l’accidia sorrade,
    pausa che gli astri donano ai malvivi
    camminatori delle bianche strade.
    Alte, tremano guglie di sambuchi
    e sovrastano al poggio
    cui domina una statua dell’Estate
    fatta camusa da lapidazioni;
    e su lei cresce un roggio
    di rampicanti ed un ronzio di fuchi.
    Ma la dea mutilata non s’affaccia
    e ogni cosa si tende alla flottiglia
    di carta che discende lenta il vallo.
    Brilla in aria una freccia,
    si configge s’un palo, oscilla tremula.
    La vita è questo scialo
    di triti fatti, vano
    più che crudele.
    Tornano
    le tribù dei fanciulli con le fionde
    se è scorsa una stagione od un minuto,
    e i morti aspetti scoprono immutati
    se pur tutto è diruto
    e più dalla sua rama non dipende
    il frutto conosciuto.
    – Ritornano i fanciulli…; così un giorno
    il giro che governa
    la nostra vita ci addurrà il passato
    lontano, franto e vivido, stampato
    sopra immobili tende
    da un’ignota lanterna.-
    E ancora si distende
    un dòmo celestino ed appannato
    sul fitto bulicame del fossato:
    e soltanto la statua
    sa che il tempo precipita e s’infrasca
    vie più nell’accesa edera.
    E tutto scorre nella gran discesa
    e fiotta il fosso impetuoso tal che
    s’increspano i suoi specchi:
    fanno naufragio i piccoli sciabecchi
    nei gorghi dell’acquiccia insaponata.
    Addio! – fischiano pietre tra le fronde,
    la rapace fortuna è già lontana,
    cala un’ora, i suoi volti riconfonde,-
    e la vita è crudele più che vana.

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