IL CAVIARDAGE:
Alla ricerca della poesia nascosta.
Eccomi qui (finalmente!) a presentarvi questa tecnica che avevo introdotto molto tempo fà in un post e alla quale si fà riferimento nell’articolo precedente. E’ una delle tecniche artistiche che preferisco quando devo realizzare delle cartoline di Arte Postale o quando devo rilassarmi un pò. Ma è anche una tecnica che ha riscontrato molto successo in attività laboratoriali realizzate prevalentemente con adolescenti ed adulti, in laboratori dedicati all’Arte Postale o alla Scrittura Creativa. A tutti prima o poi capita di voler scrivere poesie ma spesso il foglio bianco ci incuote timore, allora perchè non cercare la poesia nascosta in una pagina di libro strappata a caso?
IL CAVIARDAGE, che cos’è?
Cerchiamo di comprendere questa tecnica a partire dal significato della parola. Caviardage deriva dal francese CAVIAR, caviale. Potremmo tradurre impropriamente con “cavialeggiare” cioè annerire. In effetti l’azione di “caviardage” era quella che si faceva in passato per sopprimere in alcuni scritti dei passaggi ritenuti immorali dalla censura.
Nel nostro caso verranno ‘annerite’ le parti (frasi o parole ) che non ci servono, per mettere in evidenza quanto resta. Quindi in arte tale tecnica consiste nell’eliminazione di parole o frasi per ottenere un componimento poetico.
Un esempio di caviardage è l’opera che fa dà sfondo al critico Philippe Daverio nella trasmissione PASSEPARTOUT in onda sulla Rai 3 domenica alle ore 13,25.
LA TECNICA DEL “CAVIARDAGE”.
Per realizzare questa tecnica nel modo più tradizionale (e semplice!) avremo bisogno di un vecchio libro da macero ed un pennarello nero. Io spesso utilizzo anche quei libricini che regalano in libreria con il primo capitolo di un nuova opera.
COSA FACCIAMO? Strappiamo una pagina a caso dal libro….preferibilmente un romanzo (perchè cercare la poesia in una pagina di un vecchio libro di statistiche o matematica è cosa alquando ardua) E’ preferibile che non vi siano immagini.
Cominciamo a leggere la pagina e vedremo che ci sono delle parole o piccole frasi che ci colpiscono in modo particolare a seconda del nostro stato d’animo del momento. Proviamo a fare dei piccoli componimenti. Non è necessario che vi sia rima. Il componimento poetico deve parlare soprattutto a noi!!! Con il pennarello nero cerchiamo queste parole ed anneriamo tutte le altre.
Qui di seguito un mio lavoro
Titolo “Scarabocchio” Testo: Il mio piccolo progetto è lo scarabocchio della felicità.

Io in seguito ho usato anche il rosso per mettere a fuoco le parole evidenziate, poi ho “imbiancato” tutta la parte prima annerita ed ho aggiunto uno scarabocchio.
E’ Possibile lasciare il lavoro in nero o apportarvi le modifiche che volete. Ecco i miei lavori (e suggerimenti).
Ho soltanto sorriso.
Poco dopo i doni erano numerosi e preziosi
e tutti i dispiaceri finiti.
Tecnica del caviardage e collage (ho aggiunto l’immagine di un bimbo felice)
Anche in questi lavori vi è la tecnica del caviardage e del collage. Sono stati realizzati pensando a Tonino Guerra.
A sinistra: Desidero una fonte di stupore per la sera della mia vita”
A destra. Titolo “Come le farfalle”- TESTO: Con la pazienza cercare ad ogni stagione il piacere di passare qualche giornata in mezzo alla campagna e nel bosco.”
Vi aggiungo una carrellata di immagini realizzate con la tecnica del caviardage, nelle seguenti tre immagini vi sono miei lavori di arte postale che ho già inviato.
Capita a volte di trovare delle parole o piccole frasi che però non sono posizionate di seguito nella pagina come nell’esempio in alto a sinistra. In tal caso potreste creare un percorso con una linea in modo che sia possibile leggere quanto avete messo in evidenza così come voi volete. (esempio a destra)
Altre volte invece cercate e cercate ma il piccolo componimento non viene fuori, cosa fare? Non scoraggiatevi! Mettete in evidenza solo le parole che in quel dato momento parlano al vostro cuore e con quelle scrivete un pensiero: potete vedere un esempio nel post precedente! Questo è’ un bell’esercizio di Scrittura Creativa che può essere proposto a studenti a partire dalla 5a classe della scuola primaria!
Ultimo suggerimento: se trovate interessante e rilassante questa tecnica vi suggerisco di portare con voi un vecchio libro da macero o uno di quei libri promozionali che come vi dicevo regalano in libreria e “cercare la poesia” quando avete del tempo libero…anche nelle sale di attesa! Questo è quanto fanno in America dove la tecnica è conosciuta con il nome di “FOUND POETRY”, la poesia trovata.
Ecco alcune foto:
Con lo stesso termine di “Found Poetry” viene indicata una tecnica dove le parole scelte in un testo potrebbero anche essere ritagliate e poi ricomposte per creare un componimento. E’ una tecnica molto usata su diari personali. La poesia viene composta solitamente dopo aver decorato una pagina del diario o di un vecchio libro utilizzato come supporto.
Qui le indicazioni …. in inglese.
Vi è piaciuto questo articolo? Pensate di cercare la poesia nascosta tra le pagine di libri? Se così fosse inviatemi i vostri pensieri e le vostre immagini. Sarò felice di aggiungerli qui!
IL CAVIARDAGE CON I BAMBINI – Esprimere le emozioni attraverso il caviardage e CREAZIONE DI CARTOLINE TATTILI
E’ possibile relaizzare questa tecnica con i bambini?
Io ho proposta la tecnica del caviardage in una classe 5 della Scuola Primaria. Ma in un modo diverso da quanto descritto in alto. In una lezione di “arte e benessere”, dopo un’esercizio di immaginazione guidata i bambini hanno cercato e messo in evidenza in un testo consegnato a caso (una paginetta di un vecchio romanzo) le parole che meglio potevano esprimere quanto provato durante l’immaginazione guidato. Hanno poi annerito tutto il resto.
Il foglio è stato incollato su un cartoncino con le dimensioni di una cartolina.
Sul retro i bambini hanno attaccato materiale vario: pezzi di ovatta, velluto, pelliccia sintetica, carta vetrata, nastro, seta etc... Hanno cercato quel materiale che dava loro la sensazione tattile che meglio “aderiva” alle parole scelte tramite la tecnica del “caviardage”.
Sono state create così delle “cartoline tattili” che conservano parole e sensazioni tattili dell’esperienza vissuta. Ecco i “mobiles” realizzati con le cartoline. Alcuni bambini hanno aggiunto materiale anche sulla parte annerita con i pennarelli.
I miei suggerimenti: è possibile utilizzare questa tecnica per esprimere delle emozioni senza l’uso della parola scritta e senza la condivisione verbale (tale condivisione può essere fatta anche alla fine di questa attività – parlando così del lavoro realizzato: per alcuni bambini risulta più semplice parlare del lavoro che delle loro emozioni!)
Allora quando utilizzare questa tecnica? dopo aver letto un brano di un autore l’insegnante può proporre questa tecnica in alternativa al tema scritto (o al riassunto!!!), dopo la visione di un film in classe…. Quando si affrontano temi particolari: La giornata della memoria…. Quando si studia una poesia e le si vuole dare una forma tridimensionale!
Gli altri suggerimenti li attendo da voi!!!
E qui uno dei lavori realizzati in classe da alunni dell’insegnante Mariarosa Vecci di Roma.
Grazie Mariarosa per il feedback!!
AGGIORNAMENTO del 19 maggio 2011
Ecco un nuovo blog nato da poco e dedicato al caviardage: http://www.caviardage.blogspot.com/





























Ciao,
queta tecnica mi piace molto, anche perchè mi piace molto leggere, ma di scrivere non se ne parla neppure!
Che dici se invece dei libri da macero si fanno delle fotocopie di testi che abbiamo letto e ci piacciono?
Un abbraccio
Ciao Katia! Certo che si possono fare fotocopie ma…senza scegliere le pagine
In realtà ti assicuro che lavorare su libri che andrebbero buttati e trasformarli in un’opera d’arte è una bella sensazione: la carta è diversa da quella della fotocopia… ha una vita, ha un colore ed una consistenza particolare.
So che sembra un sacrilegio utilizzare dei libri nell’arte…ma io da un pò di tempo ne ricevo a valanghe da chi ha intenzione di buttarli nella spazzatura perchè ridotti maluccio o perchè non interessano più a nessuno … allora meglio dar loro nuova vita, no?
Oh si, su questo sono pienamente d’accordo!
E che per come sono cresciuta un libro è un bene prezioso ( pensa, i miei e poi io stiamo ancora conservando i miei libri delle elementari!) e mi sembra un sacrilegio buttarli via, ma evidentemente non tutti sono del mio parere, visto che ne ricevi a valanghe e quindi fai bene a dare nuova vita a questi libri che ormai nessuno più considera!!!
Sei incredibile!!!
Bellissimo…
Grazie…
Molto bello il risultato. Ci proverò:)
Bello! avevo visto dei lavori… non ho mai pensato di provarci, ma quasi quasi…
grazie dei tuoi stimoli..sei una grande creativa e sai ben comunicare ciò che ami fare…
penso proprio che ci proverò…
Grazie, sei sempre una fonte di ispirazione notevole…mi piace molto questa idea e appena possibile voglio sperimentarla…Un tenero saluto Silvana
E’ una idea stimolante e creativa….cercherò di metterla in pratica e parlarne ai miei figli. Noi amiamo leggere e a volte anche scrivere…poesie, brevi racconti.
maria teresa
Le tue cose sono sempre bellissime.
ho usato questa tecnica in modo un pò diverso, partendo dalla musica,
ma le tue pagine sono speciali!!!
e mi vien volgia di provarci anche io
sono responsabile di una ludoteca e con le mie animatrici eravamo in cerca di qualcosa di diverso da far fare con i libri……grazie alla tua fantasia siamo riuscite a trovarlo. un abbraccio riconoscente Sonia
Grazie Sonia. Sono curiosa di vedere i lavori quando avrete modo di utilizzare questa tecnica!
Utilizzerò questa tecnica a scuola. Sicuramente! Non è per caso che si sceglie una parola. Penso che i risultati saranno sorprendenti! Grazie.
Che bello!1 Grazie Tina per il piacere che metti nel condividere.
Rosalina